mercoledì 15 febbraio 2017

Il Sangiovese

Da Wikipedia: Le origini e la provenienza del Sangiovese sono incerte: le prime informazioni sicure risalgono solo al XVI secolo, quando Gian Vittorio Soderini, nel suo trattato "La coltivazione delle viti", ne parla dicendo che «il Sangiocheto o Sangioveto.
In Toscana si distinguono due grandi famiglie: il Sangiovese Grosso, (conosciuto nel corso della storia con altri nomi: Brunello a Montalcino e Prugnolo Gentile a Montepulciano), ed il Sangiovese Piccolo, utilizzato in gran parte della regione.
Recentemente la differenziazione tra Sangiovese Grosso e Sangiovese Piccolo non è più tenuta in considerazione non avendo alcun riferimento tassonomico e scientifico.  Ci si riferisce piuttosto a singoli cloni con sigle attribuite dal sistema vivaistico, oppure a selezioni massali effettuate dai singoli produttore.
Nella foto: Sangiovese Toscana Rosso 2015 alla Trattoria Pallottino

domenica 5 febbraio 2017

Trattoria Pallottino, un esercizio storico che guarda al futuro

Vorrei riprendere il discorso da un articolo pubblicato su Il Reporter di febbraio 2017 scritto da Sara Camaiora. 
Ormai un esercizio storico deve fare i conti con la globalizzazione, la modernità, la concorrenza sleale e no, insomma stare al passo coi tempi conservando però tutte le sue caratteristiche a cui è vincolato, ovvero quello di essere considerato "Storico" e quindi appartenere a quella categoria di esercizi che oggi una legge dovrebbe tutelare, ed é anche per questo che è nata l'Associazione degli esercizi storici Fiorentini, di cui la Trattoria Pallottino è socio fondatore.
Come una nuova attività, anche un esercizio storico può modernizzarsi, deve essere presente sui social, sfruttare queste piattaforme per avere un dialogo continuo e diretto con i propri clienti, aggiornare continuamente le proposte e le offerte. Facebook, Instagram, Twitter sono alcuni esempi e questo stesso Blog nel suo piccolo fa parte di questo progetto.
Sicuramente la carta stampata ha una sua importanza e il suo fascino: c'è una notizia, viene pubblicata e i lettori la leggono. I social media hanno una marcia in più, i rapporti col pubblico vengono autonomamente gestiti, si possono gestire le notizie e proporre gli eventi in base alle nostre esigenze.
Quindi, saper conservare le tradizioni centenarie usando gli strumenti e la tecnologia moderna, noi della Trattoria Pallottino siamo visibili sui maggiori social, ma chi viene da noi entra nella storia.

martedì 6 settembre 2016

Aleatico di Sovana doc

                                                         
La coltivazione della vite nella zona di Sovana ha radici antichissime. Secondo alcune ricerche fanno risalire le prime coltivazioni nel periodo etrusco e greco. Sicuramente già dall'epoca romana, chi passava per esempio da Pitigliano, aveva avuto modo di apprezzare i vini di Sovana, conservati nei classici vasi vinari nelle grotte di tufo.
Nel 1999, i vini di Sovana, tra cui l'Aleatico, ebbero l'ambito riconoscimento della denominazione di origine controllata, il cui procedimento di preparazione deve essere sottoposto all'appassimento sulla pianta o anche dopo la raccolta.
Caratteristiche organolettiche:
Colore rosso rubino con profumi di rosa
Il gusto è armonico, piacevolmente dolce, con persistenza
Le uve vengono raccolte molto mature e la macerazione a bassa temperatura per 15 giorni permette l’estrazione di tutto il patrimonio aromatico delle uve, nonchè l’ottenimento di un mosto ricco in colore, senza note astringenti.
Dopo la separazione delle bucce, il mosto viene avviato alla fermentazione alcolica che si è svolta a ca. 18°C e che poi sarà bloccata per mezzo di un repentino abbassamento della temperatura (fino a O°C) quando è ancora presente una certa quantità di zucchero. Il vino così ottenuto viene conservato a bassa temperatura fino all’imbottigliamento.





giovedì 28 luglio 2016

Colorino, un vitigno primordiale


Quello che scrive Domenico Liggeri, giornalista e autore di un appassionato articolo su storiegastronomiche.it sul Colorino, non è eno-fantascienza ma storia vera e documentata e sulla quale mi trovo pienamente concorde.
Quando alla Trattoria Pallottino decidemmo d'inserire in lista questo vino, un mono-vitigno di colorino appunto, avevo un po' di remore, invece ha avuto un incredibile successo di pubblico, un vino fantastico e la sua storia non è da meno.
Ha ragione Liggeri ad affermare che il colorino è da considerarsi in egual modo ad una scoperta archeologica, per anni è stato ingiustamente usato, grazie alla sua buccia,  per dare colore (come da sua etimologia) a vini che indubbiamente ne hanno poco e quindi un vino destinato esclusivamente al taglio.
Ho assaggiato più volte questo vino in annate differenti e posso confermare con assoluta onestà che il colorino ha una sua struttura e sicuramente quei produttori che lo hanno creato, o meglio, ricreato in purezza sono da considerarsi come dei veri e propri restauratori visto l'origine selvatica del vitigno.
Caratteristiche: è un IGT Toscano, di colore rosso intenso tendente al violaceo, dai sentori di spezie tipiche e accese note di frutti di bosco. Il Colorino 2013 che attualmente abbiamo in lista è della Fattoria di Piazzano raggiunge i 14%vol.


giovedì 14 luglio 2016

Vermentino di Bolgheri

Il vermentino è un vitigno piuttosto aromatico, si dice che la sua origine sia spagnola, in Aragona. Ci sono altre fonti che indicano un'origine portoghese, essendo un vitigno molto affine alla locale malvasia.
Dalla penisola iberica si sarebbe espanso verso la Francia e poi verso l'Italia, principalmente in Liguria e in Lunigiana.
Da esperti viticoltori questo vitigno ha trovato anche giusto attecchimento in Maremma, nella zona di Bolgheri dove ha avuto un ottimo successo di pubblico e che appunto, come denominazione di origine controllata ha preso il nome di Vermentino di Bolgheri.
Caratteristiche
Colore: giallo paglierino luminoso
Profumo: intenso e fine, piacevoli sentori floreali, di agrumi e lievi erbe aromatiche che caratterizzano il tipo di vitigno
Gusto: fresco e fruttato, con piacevole mineralità che conferisce al vino sapidità e persistenza.
Accostamenti
Ottimo con antipasti a base di pesce, sia crudo che affumicato, con zuppe di pesce, spaghetti allo scoglio e risotti ai frutti di mare, tutti in bianco. Con il pesce in umido, crostacei a vapore e la classica frittura, ma anche con formaggi freschi.

venerdì 17 giugno 2016

Il filone toscano, un pane sciocco

Il pane sciocco, ovvero il pane senza sale, è un pane tipico della Toscana.
La storia parla di eventi bellici tra pisani e fiorentini, ma una recente ricerca del pane senza sale, sembrerebbe smentire questa teoria.
Comunque ci piace far sapere che, leggenda o non leggenda, a causa della rivalità tra Firenze e Pisa, intorno al 1100 i pisani bloccarono i rifornimenti di sale che arrivavano via mare per indurre i fiorentini alla resa. Firenze invece non si arrende, rinuncia al sale e così facendo, giocoforza produrrà il cosiddetto pane sciocco.
Vi è anche un'altra teoria e forse la più plausibile, di fattore economico, molti ritengolo che l'elevato costo di acquisti del sale fecero rinunciare a molte famiglie di utilizzarlo. La Firenze medievale era circondata da mura e chi entrava doveva transitare passando dalle barriere, ed è qui che i gabellieri imponevano un alto dazio proprio a chi importava sale e di conseguenza ne faceva lievitare il prezzo al dettaglio. Di sicuro, per molto tempo, la tassa sul sale contribuì a rimpinzare le finanze della città.

Le origini del Vin Santo (Vinsanto)

Ci sono diverse storie sull'origine del nome Vin Santo, una di queste dice che un frate francescano utilizzasse il vino che comunemente veniva usato per servire messa  per curare i malati di peste a Siena e quindi si diffuse subito la voce che questo vino avesse delle qualità miracolose, da lì il nome santo.
C'è un'altra versione invece fiorentina, durante il Concilio di Firenze del 1439, Giovanni Bessarione, un Metropolita greco, mentre assaggiava il vin pretto esclamò: "ma questo è il vino di Xantos". E qui ci sono altre due versioni: la prima è riferita al luogo dove veniva prodotto questo simil vino, ovvero l'isola di Santorini (dove veniva fatto un vino con uva sultanina pressata) e dove i commensali del Metropolita greco confusero il nome Xantos con santo. E l'altra riferita forse al colore del vino, difatti xanthos in greco significa giallo.
L'origine meno leggendaria del nome, ma più verosimile è l'uso comune di questo vino durante la messa.
In ultimo ci sarebbe un'altra versione del Vinsanto, pare che in antichità le uve venissero appassite durante la settimana santa.